INTRO

questo blog nasce da un fremito. Dopo avere assunto stramonio all'angolo di una via montuosa ho avuto visioni dell'anno 4441. A quell'epoca era stato riassunto il calendario Maya, che inizia da una data mitica 5 Ahua 8 Cumhu e giunge fino alla fine del Mondo. Su un planetoide burocraticamente parte del Coordinamento interdipartimentale delle 15 galassie veniva sperimentata la possibilita di ibernazione attraverso le modifiche determinate dal protocollo Hymen Gottuso. Il planetoide si chiama Rorschach Phenoid in omaggio ad una possibilità. La squadra ibernata era formata da individui sceltissimi e categorizzati 10 bis per qualità fisiche intellettuali ed arroganza. questa squadra era costantemente monitorata da un manipolo altrettanto selezionata da tecnici ad altissima preparazione et curriculums che lo metterebbero in culo persino a Dio. l'ultima ruota del carro era un certo Frankie Flowers che si occupava di rinfrescare i terminali,togliere le muffe biorganiche, svuotare le latrine chimiche. Un bel giorno del 4441 la scoreggia di una supernova inclina il piano sulla mappa cosmica di Rorschach Phenoid. Ne segue un casino: Tutti i tecnici schiattano ma,miracolosamente, l'impianto di conservazione dei palloni gonfiati ibernati rimane inalterato. L'unico sopravvissuto del personale tecnico e paratecnico è,ancora miracolosamente, Frankie Flowers. Questa è la storia del suo riscatto e della sua vendetta.

N.B.il contenuto della narrazione è ovviamente alla rovescia e parte dalla fine come la scrittura maya. si prega di seguire i links per spupazzarsi tutto il trip. Grazie.


mercoledì 28 dicembre 2011

Fascia Lemme 203. Anno 4441. Funzioni Biiettive

Scavalcata la crisi arrivai a Dowse Point e mi accalcai sull'Up Grieff/il montaesseri che dalla Brughiera C portava tutti i pendolari delle 24 Province ai loro luoghi si sofferenza nel quartiere 86 Flog/ era l'unico modo che avevo per sgranarmi sino vicino Percolant la base per la decorporeizzazione e reinsediamento che era stata uploaded da appena 714 dimmophasi nel Buco Del Culo Del Pianeta Madre/ la smaterializzazione che avevamo inchiappettato su Rorschach Phenoid in quei momenti critici quando Longelan s'era squagliato con il professore era tanto più avanzata di questi Fragili abbozzi terricoli ma comunque non avevo altra scelta per riaffacciarmi sul planetoide che dominava come una bubble aereostatica preistorica tutta la zona/ mi buttai nel lift proprio mentre le porte stavano basculando e rollai il capo di lato/ ero vestito come un germe di soia spalmato d'anatra e kemi-grind capì subito che la gente detestava il mio mood e pensai Figa ho 7 dimmophasi da passare con questi coglioni prima di agganciare il perimetro esterno di Percolant/ lo scenario era depresso/ pasticci d'uomini rivestiti di presentabile gameti di donne appena fuoriusciti da katatonia/ mi bloccai la mascella e mi sostenni il capo con la mano mentre intanto mi osservavo il cavallo dei pantaloni/ avevo l'impressione che l'incontro infruttuoso ma ingrifato con la puttana mi avesse lasciato un flood di sperma e di umore di fessura addosso facevo fatica a riconnettermi e quelle persone erano semplicemente beh così F.A.T.T.E./ nel senso di lobotomia/ non incrociavi uno sguardo interessante solo muri di facce che mettevano i loro puntini e con quelli ti disegnavano l'identità dal punto A al punto Z/ non esistevano feedback sostanziosi tutti mettevano sulla punta del capello un termostato e con quello misuravano la temperatura interna/ avevo l'impressione che potessi cavarci qualcosa a scioglierli i nodi uno dopo l'altro ma era impegnativo/ in quel momento realizzavo solo la merda che mi gocciolava come pioggia rancida dal tettuccio del lift giusto giù alla mia depressione/ un umidità prodotta dagli stessi zombies che filtravano e facevano salire le esalazioni che s'appiccicavano alla copertura del baraccone si mescolavano ai funghi e alle muffe lasciati da milioni di pendolari prima di loro e poi tornavano a ticchettare sulle loro figure come la cagna preda di Rabidis Maleficis che si rotola nel fango e nei suoi stessi escrementi/ tornai a sentirmi l'odore era una cosa comunque diversa i miei provvisori compagni di asporto portavano sul groppone migliaia di anni Bug e non si sarebbero mai più ripresi se non in una gabbia di 18 peyar x 22 girando con i denti digrignati e i vestiti stracciati emettendo curiosi grugniti e lasciando la bava scendergli a cascatella fino al soprasuole logoro/ io no io ero una cimice diversa unta di sesso a buon mercato e flanella Miroir un mostriciattolo stracolmo di delizie e farcito di ululati premonitori alle 12 lune ero una palla di stoffa impregnata che rimabalzava sui coglioni stretti e sulle tette compresse dei pendolari potevi dire al primo look e odorare al primo smell che c'era tutto un universo fra me e i sonnambuli slash dot com e mi piaceva sentirmi un facocero incrociato con Paolina Bonaparte/


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