INTRO

questo blog nasce da un fremito. Dopo avere assunto stramonio all'angolo di una via montuosa ho avuto visioni dell'anno 4441. A quell'epoca era stato riassunto il calendario Maya, che inizia da una data mitica 5 Ahua 8 Cumhu e giunge fino alla fine del Mondo. Su un planetoide burocraticamente parte del Coordinamento interdipartimentale delle 15 galassie veniva sperimentata la possibilita di ibernazione attraverso le modifiche determinate dal protocollo Hymen Gottuso. Il planetoide si chiama Rorschach Phenoid in omaggio ad una possibilità. La squadra ibernata era formata da individui sceltissimi e categorizzati 10 bis per qualità fisiche intellettuali ed arroganza. questa squadra era costantemente monitorata da un manipolo altrettanto selezionata da tecnici ad altissima preparazione et curriculums che lo metterebbero in culo persino a Dio. l'ultima ruota del carro era un certo Frankie Flowers che si occupava di rinfrescare i terminali,togliere le muffe biorganiche, svuotare le latrine chimiche. Un bel giorno del 4441 la scoreggia di una supernova inclina il piano sulla mappa cosmica di Rorschach Phenoid. Ne segue un casino: Tutti i tecnici schiattano ma,miracolosamente, l'impianto di conservazione dei palloni gonfiati ibernati rimane inalterato. L'unico sopravvissuto del personale tecnico e paratecnico è,ancora miracolosamente, Frankie Flowers. Questa è la storia del suo riscatto e della sua vendetta.

N.B.il contenuto della narrazione è ovviamente alla rovescia e parte dalla fine come la scrittura maya. si prega di seguire i links per spupazzarsi tutto il trip. Grazie.


lunedì 24 agosto 2009

FaScIa LeMmE 95.AnNo 4441. PeRiMeTrO

Mi scossi in un cesso di viuzza/mi ricordava East Sarkoma dove avevo vissuto fra i sette e i dodici anni iniziando a spacciare piccole dosi di V4F [Value for Fuck]/ alzai le palpebre e i colori erano di un granuloso procace/ decomposizione da residenze tutte assiepate ed in completo wreck/ una palizzata di rovine ed odori aguzzi/ liquami ovunque sotto le dita spiaccicati ai muri intarsiati alle crepe del terreno vaioloso/ mi sentivo come se dodicimila battitori liberi avessero preso il mio cervello come un target da Game Phollet /quelli dove insegui una bara ambulante e la riempi di buchi/ Gemetti palpandomi le ossa crickate/ un grugnito mi rispose da un sacco di stracci che distinsi a poche limitofalcate da me/ mi bastò un look e riconobbi Drifter/ macilento ma respirante/ mi alzai dimenticandomi dell'orribile stirata di muscoli e provai a biascicargli qualcosa mentre osservavo la volta sopra di noi attraverso il sottile taglio delle residenze in disarmo/ da quanto tempo eravamo lì/ cosa ci facevamo/ Mi pareva come se avessimo poppato un sonno innaturale durato qualche mese/ uno stato di sospensione fra rottami e minime funzioni vitali/ Drifter blaterò in risposta ma non capivo un cazzo/ pareva impedito o forse qualche botta in testa lo aveva rispedito alle funzioni mentali di base/ lo aiutai a sollevarsi e sorreggendoci l'un l'altro uscimmo dal vicolo verso quello che ci pareva come la Sodoma di tutte le seduzioni: luci che sifonavano alla fine della merda DEAD END STREET/ balzammo verso il chiaro e un pensiero mi colse di striscio il Telencefalo: eravamo di nuovo nel buco del culo del
PIANETA MADRE