INTRO

questo blog nasce da un fremito. Dopo avere assunto stramonio all'angolo di una via montuosa ho avuto visioni dell'anno 4441. A quell'epoca era stato riassunto il calendario Maya, che inizia da una data mitica 5 Ahua 8 Cumhu e giunge fino alla fine del Mondo. Su un planetoide burocraticamente parte del Coordinamento interdipartimentale delle 15 galassie veniva sperimentata la possibilita di ibernazione attraverso le modifiche determinate dal protocollo Hymen Gottuso. Il planetoide si chiama Rorschach Phenoid in omaggio ad una possibilità. La squadra ibernata era formata da individui sceltissimi e categorizzati 10 bis per qualità fisiche intellettuali ed arroganza. questa squadra era costantemente monitorata da un manipolo altrettanto selezionata da tecnici ad altissima preparazione et curriculums che lo metterebbero in culo persino a Dio. l'ultima ruota del carro era un certo Frankie Flowers che si occupava di rinfrescare i terminali,togliere le muffe biorganiche, svuotare le latrine chimiche. Un bel giorno del 4441 la scoreggia di una supernova inclina il piano sulla mappa cosmica di Rorschach Phenoid. Ne segue un casino: Tutti i tecnici schiattano ma,miracolosamente, l'impianto di conservazione dei palloni gonfiati ibernati rimane inalterato. L'unico sopravvissuto del personale tecnico e paratecnico è,ancora miracolosamente, Frankie Flowers. Questa è la storia del suo riscatto e della sua vendetta.

N.B.il contenuto della narrazione è ovviamente alla rovescia e parte dalla fine come la scrittura maya. si prega di seguire i links per spupazzarsi tutto il trip. Grazie.


venerdì 20 novembre 2009

fAsCiA LeMmE 144. aNnO 4441. NuMeRi CoMpLeSsI
Passato il canale greenwitch ci trovammo nella terra dei gesti ripetuti/che pressapoco si dilata ai piedi della scalinata Poke coinvolgendo sia i giardini Aphomber che tutto il rione digradante dalla Piena Viola fino a Saint Flombitz/ lasciare Spatzen non ci floppò era il tempo giusto ed avevamo sbagliato fin dall'inizio a finirci/salutammo Charles Manson e la sua accolita ed eravamo sul punto di decidere se salire i settecento microtomi pedestrian di Poke/però venimmo subito spintonati dai Gesti Ripetuti/ Personaggi stupefatti che venivano lasciati in un limbo a strutturare le coazioni a ripetere/ erano frames in lista di attesa per la macchina assorbente gangli per tutto l'indotto/ dovevano passare un periodo di almeno quaranta Phills senza fare un cazzo di veramente pratico/ semplicemente imitavano con gesti nel vuoto quello che sarebbe stato il loro futuro lavoro/ un tecnico ai processori sibilava in continuazione un addetto agli antistaminici riproduceva le ricadute sulla rotula dell'eccessiva assunzione di Poyse un responsabile di avvitamenti in codice dissenzienti insisteva a muovere le estremità piegando in un'infinità di variazioni i possibili accavallamenti di nervi/

non ci facevano caso ma ci spintonavano senza rendersene conto/erano spugnati dal Systema e non avevano nei tre quarti del mensencefalo nient'altro che il Systema/ così tutto ciò che non ricadeva nelle scansioni da training per gli automatismi lavorativi non era semplicemente considerato/ nemmeno ci sentivano figuriamo ascoltarci/ il problema era che ci stavamo trasfigurando a guardare questo spettacolo di di drones loopati su un'unica frequenza/ era oscenamente invitante/come mangiare loto a mg. sofisticati/ guardavamo e non eravamo in grado di accorgerci che il tumulto di parzialmente decerebrati stava prendendo il sopravvento soffocandoci fra un gesto continuato e un'attività presunta/ eravamo rapiti dalla fissità dei soggetti e dal loro abbandono della libera iniziativa ribelle/ alla fine stavamo soffocando spalle nocche scapole fischi rutti ciancicamenti ci stavano sommergendo ammaccando e ributtando da un capo all'altro della base alla scalinata Poke/

con un gesto supremo rigettammo l'orribile malefizio della alienazione produttiva e riuscimmo ad avvicinare un gradino/ io almeno tirai Drifter per il dorso e lo scaraventai contro il parapetto cremisi/ poi un affanno alla volta cominciammo a salire verso le Colinas Rosadas tentando di dimenticare la spaventosa performance di uomini trasformati in conduttori di energie spastiche/

sabato 7 novembre 2009

fAsCiA LeMmE 139. AnNo 4441. CoMmUtAtIvO
verso mattina ci fu un'incursione delle mascelle agili su tutta la zona che dal Bacino Soledad s'allunga fino ai primi contrafforti delle Colline Rosade/le mascelle agili sono pensieri in forma pura che raggiungono la forma di corpo quando sono accolti da una mente sprovveduta/ a quel punto si sviluppano istantaneamente all'interno della persona raggiungendo anche un un estensione di dodici barlows per intersezione/ovviamente una struttura umana non può sopportare una simile pressione interna/come quattro fratelli siamesi/ed esplode/sono detti mascelle agili perchè al momento della disintegrazione dei loro obbiettivi emettono un caratteristico ronzio tipico di chi non mangia da diversi giorni e azzanna rumorosamente il cibo su cui può affondare denti e gengive/

fuggire era inutile e ci riparammo dietro il ponticello svuotando il cervello dalle immagini che le mascelle agili tentavano di imporci/ mi avevano trasportato a un quattordicesimo secolo Giovanna D'arco insomma/ poi ero un capomanipolo di picchieri che sentiva l'esigenza incoercibile di rodere il cranio di alcuni caduti alla Battaglia di Agincourt 1415/ sapevo che se avessi mollato la mia struttura termomolecolare sarebbe collassata così resistetti e mi rotolai in mezzo ai corpi smembrati come una coccinella posseduta lordandomi le ali sgolando fino a tre metri da terra e poi ripiombando fra tremiti ed un orrendo sensazione di zampette tagliate ed occhi sigillati/

Drifter mi disse più tardi che avevano tentato di imporgli un playground di basket con 79 houndsetter da allevare e addestrare alla caccia/animali superbi ed alti di garrese come una bandiera a metà di una torre Decrock/ una bella soddisfazione ma se avesse cannato un parziale di training certo sarebbe stato sbranato fatto a pezzi dai suoi stessi cani/così s'era imposto di glissare restando ai bordi del terreno osservando le bestie volteggiare e diventare sempre più nervose davanti alla sua indifferenza/ poi appena il ronzìo d'odio s'era avvicinato al diapason aveva preso tuta borsone ricambi vari ed era sfuggito alla suggestione/

finita l'incursione delle mascelle agili uscimmo a rimirare il disatro/sbloccammo il ponticello e passando riuscì ad osservarmi in un quadrato di specchio che ciondolava dal cadavere di un collo in precario equilibrio sopra l'arcatella/ero spettrale come se mi avessero cavato un litro e mezzo di plasma intarsiato/ una di quelle parti di me di cui ero tanto orgoglioso/